Ogni volto ha proporzioni e caratteristiche che lo rendono riconoscibile. Forma del viso, struttura ossea, distribuzione dei volumi e qualità dei tessuti contribuiscono insieme alla percezione dell’armonia.
La medicina estetica non dovrebbe quindi cercare di trasformare un volto rotondo in uno ovale o un viso quadrato in uno più sottile. L’obiettivo è capire quali elementi influenzano maggiormente l’equilibrio complessivo e valutare, quando indicato, correzioni mirate.
La forma del viso non è una diagnosi
Classificazioni come viso ovale, rotondo, quadrato, allungato o triangolare possono essere utili per descrivere alcune proporzioni, ma non sono sufficienti per stabilire un trattamento.
Due persone con una forma apparentemente simile possono avere struttura ossea, mento, zigomi, mandibola e distribuzione dei volumi completamente differenti.
Per questo il trattamento deve partire dall’analisi del volto reale e non da uno schema standard.
Viso allungato
In un volto lungo è importante valutare se la percezione dipenda realmente dalla lunghezza verticale oppure da una ridotta proiezione del terzo medio, da un mento molto sviluppato o da una particolare distribuzione dei volumi.
In alcuni casi il trattamento degli zigomi o delle guance può migliorare le proporzioni trasversali, ma aggiungere volume non è automaticamente la soluzione corretta.
Viso rotondo
Un viso rotondo può dipendere da molte componenti: struttura ossea, grasso sottocutaneo, muscolo massetere, proiezione del mento o caratteristiche costituzionali.
In alcuni pazienti una migliore definizione del mento o della mandibola può rendere il profilo più equilibrato; in altri non è necessario intervenire.
Per approfondire puoi consultare la pagina Mentoplastica liquida.
Viso quadrato e linea mandibolare
Una mandibola ben rappresentata non costituisce di per sé un difetto.
Quando il terzo inferiore appare particolarmente ampio, è necessario stabilire se la causa sia prevalentemente ossea, muscolare o legata ai tessuti molli.
Anche in questo caso non esiste un’unica correzione: il trattamento viene scelto in funzione dell’anatomia e dell’obiettivo del paziente.
Zigomi, mento e mandibola devono essere valutati insieme
Il volto viene percepito nel suo insieme.
Un mento poco proiettato può far apparire il naso più importante; uno zigomo poco rappresentato può modificare la transizione tra palpebra e guancia; la mandibola può influenzare la definizione del terzo inferiore.
Per questo oggi preferisco parlare di face contouring, cioè di un approccio che valuta contemporaneamente struttura, proporzioni e transizioni del volto.
Quando può essere utile il filler
Quando esiste un deficit di volume o di proiezione correggibile con un trattamento iniettivo, possono essere utilizzati filler a base di acido ialuronico.
La quantità e la sede di iniezione devono essere stabilite individualmente: lo scopo non è riempire il volto, ma migliorare alcuni rapporti mantenendo identità ed espressività.
Armonizzare non significa standardizzare
Non esiste una forma del viso universalmente più bella.
Una corretta consulenza estetica deve individuare ciò che caratterizza il paziente e stabilire se una modifica possa realmente migliorare l’equilibrio del volto.
Il risultato dovrebbe essere riconoscibile come una versione più armonica dello stesso volto, non come l’applicazione di un modello estetico prestabilito.


