Da qualche anno sui social compaiono continuamente fotografie di labbra accompagnate da nomi sempre nuovi: Russian lips, Cherry lips, Angel lips e molte altre definizioni.
Nomi accattivanti, facilmente riconoscibili e sicuramente efficaci dal punto di vista della comunicazione. Ma quando parliamo di filler labbra, stiamo parlando prima di tutto di un trattamento medico.
Ed è proprio qui che, secondo me, nasce il problema.
Una forma di labbra non può diventare un modello da scegliere da un catalogo, indipendentemente dal volto della persona che abbiamo davanti.
Russian lips o Cherry lips: cosa cambia davvero?
Con queste definizioni vengono generalmente indicate tecniche o risultati estetici differenti: maggiore proiezione, accentuazione dell’arco di Cupido, diversa distribuzione del volume o una particolare forma del labbro superiore.
Ma il punto non dovrebbe essere decidere quale nome piaccia di più.
La domanda corretta è un’altra:
quale forma delle labbra è realmente armonica per quel determinato viso?
Prima di eseguire un filler labbra devono essere considerate forma e dimensione delle labbra di partenza, rapporto tra labbro superiore e inferiore, proiezione, dentatura, profilo, mento, naso e proporzioni complessive del volto.
Solo dopo questa valutazione è possibile stabilire dove intervenire e quanto prodotto utilizzare.
Le labbra non esistono separate dal volto
Questo è uno degli errori che considero più frequenti.
Guardare soltanto la bocca significa dimenticare che le labbra appartengono a un volto.
Una forma bellissima su una persona potrebbe risultare completamente sproporzionata su un’altra.
Un labbro molto proiettato, per esempio, assume un significato diverso a seconda della proiezione del mento e del naso. Allo stesso modo, aumentare eccessivamente il volume senza considerare la struttura del terzo inferiore del volto può alterarne l’equilibrio complessivo.
È lo stesso principio alla base del face contouring: non trattare singole parti come elementi indipendenti, ma leggere il viso nel suo insieme.
Perché dare un nome alla procedura?
Dare un nome a una tecnica rende certamente più semplice comunicarla.
“Russian lips” è molto più immediato di una spiegazione anatomica sulla distribuzione dell’acido ialuronico.
Il rischio, però, è trasformare un trattamento medico personalizzato in un prodotto standardizzato.
La paziente finisce così per chiedere il nome di una tecnica invece di spiegare quale risultato desideri ottenere.
E il medico rischia di diventare l’esecutore di una forma preconfezionata.
Io credo invece che debba accadere esattamente il contrario.
La tecnica deve essere scelta dal medico in funzione dell’anatomia e dell’obiettivo della paziente. Non è l’anatomia della paziente che deve essere adattata alla tecnica del momento.
Il filler labbra deve partire dall’anatomia
L’acido ialuronico permette di intervenire su volume, definizione e proporzioni delle labbra attraverso differenti modalità di trattamento.
Ma quantità e tecnica non possono essere uguali per tutti.
In alcuni casi può essere necessario aumentare prevalentemente il volume.
In altri bisogna lavorare maggiormente sulla definizione del contorno o dell’arco di Cupido.
In altri ancora il problema principale è un’asimmetria oppure una perdita di volume legata al tempo.
E qualche volta la scelta più corretta può essere non aumentare ulteriormente le labbra.
La personalizzazione del trattamento non è quindi un dettaglio: è una parte fondamentale dell’indicazione medica.
Naturale non significa avere poco volume
Anche la parola “naturale” viene spesso interpretata male.
Un risultato naturale non significa necessariamente utilizzare pochissimo prodotto o ottenere labbra piccole.
Significa che volume, forma e proiezione rimangono coerenti con il resto del volto.
Si possono avere labbra evidenti e sensuali senza che appaiano estranee alla persona.
Allo stesso modo, anche un piccolo aumento può risultare artificiale se realizzato senza rispettare proporzioni e anatomia.
Attenzione alle fotografie sui social
Un altro aspetto merita attenzione.
Molte fotografie pubblicate immediatamente dopo un filler mostrano labbra ancora interessate da edema. Trucco, gloss, illuminazione, posizione del viso e filtri possono inoltre modificare significativamente la percezione del risultato.
Per questo una fotografia sui social non dovrebbe diventare né il parametro con cui scegliere un trattamento né la garanzia del risultato che si otterrà.
Il risultato deve essere valutato sul volto reale e dopo il necessario periodo di assestamento.
La mia idea di filler labbra
Il confine tra medicina estetica e semplice inseguimento delle mode può diventare molto sottile.
Per questo non amo pensare alle labbra come a una successione di nomi: Russian, Cherry, Angel o qualunque sarà la prossima tendenza.
Preferisco partire dalla persona.
Non voglio realizzare una tecnica riconoscibile. Voglio che il risultato sia riconoscibile come appartenente a quel volto.
Il medico deve ascoltare il desiderio della paziente, valutarne l’anatomia e scegliere tecnica, prodotto e quantità necessari per ottenere il miglior equilibrio possibile.
Perché le labbra non dovrebbero raccontare quale tecnica è stata utilizzata.
Dovrebbero semplicemente stare bene su quel viso.
Articolo originariamente pubblicato sul settimanale Mio.
Desideri labbra più armoniche e naturali?
Il filler labbra deve essere progettato partendo dalla forma della bocca e dalle proporzioni del volto, non da un modello standardizzato.


