La femminilizzazione del viso non significa trasformare un volto o renderlo artificiosamente più delicato.
Significa piuttosto analizzare proporzioni, volumi e rapporti tra le diverse regioni del volto per capire quali caratteristiche possano essere valorizzate e quali, invece, possano beneficiare di una correzione mirata.
Oggi la medicina estetica permette di intervenire in maniera sempre più personalizzata, lavorando non sulla singola ruga ma sull’armonia complessiva del viso.
L’obiettivo deve essere uno solo: rendere il volto più armonico mantenendone identità, espressività e caratteristiche individuali.
Cosa significa femminilizzare un volto?
Non esiste un unico modello di volto femminile.
Ogni paziente presenta proporzioni, struttura ossea, distribuzione dei tessuti e caratteristiche anatomiche differenti.
Per questo la femminilizzazione del viso non può essere ridotta a una serie di punti da trattare automaticamente.
Durante la valutazione considero soprattutto:
- proporzioni tra terzo superiore, medio e inferiore del volto;
- forma e proiezione degli zigomi;
- rapporto tra naso, labbra e mento;
- forma e posizione delle sopracciglia;
- linea mandibolare;
- qualità dei tessuti e distribuzione dei volumi.
È dall’insieme di questi elementi che nasce il progetto.
Zigomi, labbra e mento: il volto deve essere letto nel suo insieme
Lo zigomo è spesso uno degli elementi più importanti.
Un corretto supporto del terzo medio può migliorare le proporzioni del volto e valorizzare anche le regioni vicine, senza necessariamente creare volumi eccessivi.
Anche le labbra devono essere trattate rispettando la loro anatomia e il rapporto con naso, mento e profilo.
Lo stesso vale per il mento: in alcuni visi una forma troppo larga o una proiezione non equilibrata può modificare la percezione dell’intero terzo inferiore.
Per questo non amo trattare ogni area come se fosse indipendente.
Il face contouring nasce proprio da una visione globale del volto, nella quale le diverse regioni vengono valutate contemporaneamente per ristabilire proporzione e armonia.
Il ruolo dei filler nella femminilizzazione del viso
I filler di acido ialuronico permettono di intervenire su volumi e proporzioni in maniera molto selettiva.
Possono essere utilizzati, quando indicato, per:
- valorizzare gli zigomi;
- modificare la proiezione del mento;
- migliorare alcuni rapporti del profilo;
- ridefinire le labbra;
- correggere asimmetrie;
- ristabilire volumi che si sono ridotti nel tempo.
La scelta di quantità e punti di iniezione deve però sempre dipendere dall’anatomia della paziente.
Più prodotto non significa maggiore femminilità.
Spesso, al contrario, è proprio l’uso misurato e strategico del filler a produrre il risultato più elegante.
Anche la tossina botulinica può modificare l’equilibrio del volto
La tossina botulinica non serve soltanto ad attenuare le rughe d’espressione.
Attraverso una modulazione selettiva dell’attività muscolare può contribuire, nei casi indicati, anche a modificare alcuni equilibri del terzo superiore del volto, per esempio intervenendo sulla posizione e sull’apertura del sopracciglio.
Anche in questo caso l’obiettivo non deve essere immobilizzare il volto.
Deve essere preservarne l’espressività, modificando soltanto ciò che realmente necessita di essere corretto.
Femminilizzare non significa creare un “top model look”
Uno degli errori più frequenti è pensare che esista una configurazione ideale da riprodurre su tutte.
Zigomi molto proiettati, sopracciglio molto alto, labbra importanti o mento estremamente sottile non rappresentano automaticamente un volto più femminile.
Tutto dipende dalle proporzioni.
Un elemento può essere bellissimo isolatamente e risultare invece incoerente quando viene inserito in un volto che presenta caratteristiche differenti.
Per questo non parto mai da un modello prestabilito.
Parto dal volto che ho davanti.
Nessuno stravolgimento
La femminilizzazione del viso dovrebbe essere percepita come un affinamento, non come una trasformazione.
Il risultato corretto è quello in cui il volto appare più armonico, più equilibrato e magari più delicato, ma continua a essere immediatamente riconoscibile.
Questo richiede diagnosi, conoscenza anatomica e soprattutto capacità di scegliere cosa trattare e cosa lasciare esattamente com’è.
Perché non tutto ciò che può essere modificato deve necessariamente esserlo.
Il mio approccio alla femminilizzazione del viso
Quando valuto una paziente non cerco un elenco di difetti.
Cerco prima di capire quali caratteristiche rendono bello e riconoscibile quel volto.
Solo dopo valuto se esistano proporzioni che possano essere migliorate.
Il trattamento può prevedere filler, tossina botulinica o una combinazione di tecniche, ma la procedura viene sempre costruita sulla singola persona.
La femminilizzazione non consiste nell’aggiungere caratteristiche “femminili” a un volto. Consiste nel trovare il modo più corretto di valorizzarne quelle che sono già presenti.
Articolo originariamente pubblicato sul settimanale Mio.
Vuoi rendere il tuo volto più armonico?
La femminilizzazione del viso deve partire da una valutazione complessiva delle proporzioni, dell’anatomia e delle caratteristiche individuali.
La visita permette di stabilire quali aree possano essere valorizzate e quali trattamenti siano realmente indicati.


