Se ne parla continuamente: sui giornali, in televisione e soprattutto sui social. La chirurgia plastica ed estetica suscita interesse, curiosità e, inevitabilmente, anche molti falsi miti.
Informazioni imprecise, esperienze raccontate senza contesto e convinzioni che si tramandano nel tempo possono generare paure o aspettative sbagliate.
Facciamo quindi chiarezza su 7 miti sulla chirurgia plastica che ancora oggi sento frequentemente durante le visite.
1. Le protesi mammarie possono scoppiare in aereo?
No. È uno dei falsi miti più conosciuti sulla chirurgia estetica.
Le variazioni di pressione che si verificano durante un normale volo aereo non provocano l’esplosione delle protesi mammarie. Gli impianti vengono progettati e sottoposti a test specifici prima di essere immessi sul mercato.
Naturalmente, come qualsiasi dispositivo medico, anche una protesi può andare incontro nel tempo a usura o rottura per cause differenti. Per questo è importante sottoporsi ai controlli indicati dal proprio medico.
Se vuoi approfondire l’intervento e le caratteristiche degli impianti puoi leggere la pagina dedicata alla mastoplastica additiva.
2. Togliere i tamponi dopo la rinoplastica è terribilmente doloroso?
Non necessariamente.
L’immagine dei tamponi nasali associati a una rimozione estremamente dolorosa appartiene soprattutto alle tecniche e ai materiali utilizzati in passato.
Oggi la gestione postoperatoria è cambiata: non tutte le rinoplastiche richiedono il tamponamento tradizionale e, quando viene utilizzato, sono disponibili materiali che possono rendere la rimozione decisamente più confortevole.
La percezione del fastidio rimane comunque soggettiva e dipende anche dal tipo di intervento eseguito.
Per conoscere tecnica, recupero e decorso postoperatorio puoi approfondire la rinoplastica.
3. Con la liposuzione scompare anche la cellulite?
No. È importante distinguere due problemi differenti.
La liposuzione è un intervento finalizzato principalmente alla riduzione delle adiposità localizzate e al rimodellamento del profilo corporeo. Non nasce invece come trattamento specifico della cellulite.
La cosiddetta pelle “a buccia d’arancia” è un fenomeno più complesso, nel quale intervengono la struttura del tessuto sottocutaneo, i setti fibrosi e le caratteristiche della cute.
Diminuendo un accumulo adiposo può talvolta modificarsi anche l’aspetto generale della zona, ma questo non significa che la liposuzione elimini la cellulite.
Una corretta valutazione clinica serve proprio a capire quale sia il problema predominante e quale trattamento possa essere realmente indicato.
4. Le protesi mammarie durano per sempre?
Non esiste una data di scadenza uguale per tutte, ma è altrettanto scorretto considerare le protesi mammarie dispositivi destinati necessariamente a durare per tutta la vita.
Gli impianti moderni sono dispositivi di elevata qualità, ma devono essere controllati nel tempo. La necessità di sostituirli dipende dalle condizioni della protesi, dalla presenza di eventuali complicanze e dall’evoluzione del seno della paziente. La FDA, ad esempio, specifica che gli impianti mammari non devono essere considerati dispositivi “lifetime”.
Il seno, inoltre, continua a cambiare con gli anni. Gravidanze, allattamento, variazioni di peso, qualità dei tessuti e naturale processo di invecchiamento possono modificarne forma e posizione.
Per questo una donna sottoposta a mastoplastica additiva potrebbe, dopo molti anni, desiderare o necessitare di un nuovo intervento. In alcuni casi può essere indicata anche una mastopessi per correggere la discesa dei tessuti.
Non è quindi il calendario a stabilire quando cambiare una protesi: sono la situazione clinica e i controlli nel tempo.
5. Con le protesi mammarie posso allattare?
Nella maggior parte dei casi la presenza di protesi mammarie non impedisce di per sé l’allattamento, ma la risposta non può essere uguale per tutte le pazienti.
La possibilità di allattare dipende infatti anche dalla tecnica chirurgica utilizzata, dalla sede dell’incisione, dal rapporto con ghiandola, dotti e innervazione e dalle caratteristiche individuali della paziente.
Il CDC sottolinea che molte donne operate al seno possono produrre latte, anche se in alcuni casi la quantità può risultare ridotta.
È quindi più corretto dire che mastoplastica additiva e allattamento sono generalmente compatibili, ma che ogni situazione deve essere valutata individualmente.
6. Prima della rinoplastica posso vedere esattamente come sarà il mio nuovo naso?
Oggi esistono programmi molto evoluti che consentono di elaborare immagini e simulazioni del possibile cambiamento del naso.
Sono strumenti utilissimi durante la visita perché facilitano il dialogo tra medico e paziente e permettono di comprendere meglio obiettivi, proporzioni e possibili modifiche.
Ma c’è una distinzione fondamentale: una simulazione non è la promessa matematica del risultato finale.
Un software modifica un’immagine. Il chirurgo, invece, deve confrontarsi con anatomia reale, spessori cutanei, cartilagini, struttura ossea e processi biologici di guarigione. Anche l’American Society of Plastic Surgeons descrive l’imaging come uno strumento di comunicazione e pianificazione, non come garanzia del risultato finale.
Nella rinoplastica l’obiettivo non dovrebbe essere creare un “naso perfetto” al computer, ma progettare un risultato credibile, armonico e compatibile con il volto e con l’anatomia del paziente.
7. Dopo la liposuzione il grasso si riforma?
La liposuzione rimuove una parte delle cellule adipose presenti nella zona trattata e il numero di cellule rimosse non viene semplicemente ripristinato come prima.
Questo, però, non significa che dopo l’intervento sia impossibile aumentare di peso.
Le cellule adipose rimaste possono aumentare di volume e, in caso di incremento ponderale importante, anche il risultato ottenuto con l’intervento può essere progressivamente alterato. Per questo mantenere un peso relativamente stabile, un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita attivo contribuisce a conservare il risultato nel tempo.
La liposuzione deve essere considerata quindi un intervento di rimodellamento corporeo, non una terapia per dimagrire.
Chirurgia plastica: informazione corretta prima di tutto
Superare i falsi miti sulla chirurgia plastica significa soprattutto affrontare un eventuale intervento con maggiore consapevolezza.
Non esistono procedure identiche per tutti né risultati che possano essere garantiti da una fotografia o da uno slogan. Anatomia, proporzioni, qualità dei tessuti, aspettative e indicazioni cliniche devono essere valutate sul singolo paziente.
Il compito del medico non è semplicemente eseguire ciò che viene richiesto, ma guidare il paziente nella scelta, spiegando ciò che è realmente indicato, ciò che può essere ottenuto e anche ciò che, invece, sarebbe meglio non fare.


