Negli ultimi anni è cambiato profondamente il rapporto dell’uomo con la medicina estetica.
Il paziente maschile che entra in studio raramente chiede di apparire “diverso”. Molto più spesso vuole vedersi meno stanco, più fresco, più ordinato, mantenendo però intatti espressività e caratteri del proprio volto.
Ed è proprio questo il punto fondamentale: trattare il volto di un uomo non significa applicare gli stessi schemi utilizzati nel volto femminile.
Anatomia, proporzioni, attività muscolare, distribuzione dei volumi e caratteristiche della cute richiedono una valutazione specifica.
La medicina estetica deve quindi partire dalla persona e non dal trattamento.
Il volto maschile deve essere trattato in modo diverso?
In molti casi sì.
Esistono naturalmente enormi differenze individuali, ma nel volto maschile troviamo spesso strutture scheletriche più marcate, muscolatura mimica importante e caratteristiche cutanee differenti.
Questo significa che anche il modo in cui il volto invecchia può essere diverso.
Alcuni uomini sviluppano precocemente rughe molto evidenti della fronte o della glabella, altri perdono progressivamente definizione della mandibola, altri ancora arrivano in studio soprattutto perché percepiscono il proprio volto come stanco o appesantito.
Per questo la domanda non dovrebbe essere:
“Quale trattamento facciamo?”
ma:
“Qual è l’elemento che sta modificando maggiormente questo volto?”
L’uomo non vuole necessariamente sembrare più giovane
È una distinzione che considero importante.
Molti pazienti uomini non arrivano chiedendo di ringiovanire di dieci anni.
Chiedono piuttosto di apparire:
- meno stanchi;
- meno arrabbiati;
- più riposati;
- più definiti;
- più curati;
- senza che gli altri comprendano immediatamente che sia stato eseguito un trattamento.
Per questo la medicina estetica maschile richiede spesso interventi molto selettivi.
L’obiettivo non deve essere cancellare ogni segno del tempo, ma decidere quali segni rendano il volto interessante e quali invece lo facciano apparire più stanco o più severo di quanto realmente sia.
Botox nell’uomo: non significa immobilizzare il viso
La muscolatura mimica dell’uomo può essere particolarmente attiva.
Fronte, glabella e regione perioculare sono quindi aree frequentemente interessate da rughe d’espressione marcate.
La tossina botulinica può essere utilizzata per ridurre selettivamente l’attività di alcuni muscoli, ma il trattamento deve essere progettato sul singolo volto.
Nell’uomo bisogna prestare particolare attenzione a non cancellare completamente l’espressività o modificare in maniera inappropriata la posizione del sopracciglio.
Un risultato corretto dovrebbe far apparire il volto più disteso e riposato, non immobile.
Qui puoi inserire il link alla tua pagina Botox dalla sezione Medicina Estetica; il tuo sito presenta già il botulino come trattamento per un aspetto più fresco e riposato.
Filler nell’uomo: non sempre serve aggiungere volume
Quando si parla di filler si pensa spesso immediatamente al riempimento.
Ma nel paziente uomo l’acido ialuronico può avere soprattutto una funzione strutturale e proporzionale.
Può essere utilizzato, quando indicato, per lavorare su mento, profilo mandibolare, regione zigomatica o altre aree del volto.
La pagina dedicata ai filler di acido ialuronico sul tuo sito comprende già tra le indicazioni il rimodellamento di mento e arco mandibolare.
Il principio, però, rimane sempre lo stesso:
non è la quantità di prodotto a fare il risultato. È il punto in cui viene utilizzato e il motivo per cui viene utilizzato.
Aggiungere volume senza un progetto può appesantire un volto. Un utilizzo mirato, invece, può migliorarne proporzioni e continuità.
Il problema può essere la stanchezza, non la ruga
Uno degli errori più frequenti consiste nel trattare la singola ruga perché è ciò che il paziente indica davanti allo specchio.
Ma la ruga potrebbe non essere il vero problema.
Un volto può apparire stanco per una combinazione di fattori: perdita di supporto dei tessuti, qualità cutanea, ombre del terzo medio, regione perioculare o riduzione della definizione del profilo.
Per questo preferisco valutare sempre il volto nel suo insieme.
Il face contouring nasce proprio da questo principio: ristabilire proporzioni e rapporti tra regioni differenti mantenendo la fisionomia del paziente.
Anche la qualità della pelle conta
La medicina estetica maschile non è fatta soltanto di filler e tossina botulinica.
La cute può presentare pori evidenti, irregolarità, macchie, cicatrici, perdita di luminosità o texture poco uniforme.
In questi casi aggiungere volume non è necessariamente la risposta.
Può essere più utile lavorare sulla qualità della pelle, scegliendo il trattamento in base al problema predominante.
Tra le possibilità possono rientrare, quando indicate, tecnologie e trattamenti finalizzati a migliorare texture, compattezza e uniformità cutanea.
Sul tuo sito hai già una pagina dedicata alla laserterapia, utilizzata anche per il ringiovanimento cutaneo e il miglioramento della qualità della pelle.
Mento e mandibola non sono tutto
Negli ultimi anni il trattamento estetico maschile viene spesso associato quasi esclusivamente a una mandibola molto definita e a un mento importante.
Ma sarebbe riduttivo.
Non tutti gli uomini hanno bisogno di essere “mascolinizzati”.
Alcuni hanno già una struttura mandibolare molto evidente e intervenire ulteriormente significherebbe soltanto appesantire il terzo inferiore del volto.
Altri possono invece beneficiare di un miglioramento della proiezione del mento o della continuità mandibolare.
È proprio per questo che hai già un articolo specifico sulla mascolinizzazione del viso: questo nuovo articolo deve rimanere più ampio e concentrarsi sul modo di trattare il paziente uomo, non sulla costruzione di tratti più maschili.
Un approccio full face, ma senza trattare tutto
“Full face” non significa necessariamente utilizzare molti prodotti o intervenire su ogni regione.
Significa osservare tutto il volto prima di decidere dove intervenire.
Talvolta il risultato migliore può derivare dal trattamento di una sola area.
In altri pazienti può essere utile combinare tecniche differenti.
La capacità del medico consiste anche nel riconoscere ciò che non necessita di essere modificato.
Ed è particolarmente importante nel paziente uomo, dove un trattamento eccessivo può alterare rapidamente espressività e caratteristiche personali.
Medicina estetica uomo: il risultato migliore è quello che non si riconosce
Quando un trattamento è ben progettato, il paziente dovrebbe continuare a riconoscersi completamente.
Chi lo incontra può percepirlo più riposato, più fresco o semplicemente in una forma migliore, senza individuare immediatamente la ragione.
Per me questo è uno degli obiettivi più importanti della medicina estetica nell’uomo.
Non creare un volto nuovo.
Non inseguire un modello.
Non cancellare ogni ruga.
Ma scegliere con precisione cosa modificare, quanto modificarlo e soprattutto cosa rispettare.
Medicina estetica uomo a Roma: da dove iniziare?
Da una visita.
Prima di parlare di Botox, filler o tecnologie bisogna analizzare anatomia, espressività, qualità della pelle e proporzioni del volto.
Solo dopo è possibile costruire un programma realmente personalizzato.
Il trattamento corretto non è quello più evidente. È quello più adatto a quel paziente.


